Sapessi com’è strano

Sulla rive gauche di Corso Buenos Aires

ti darò un bacio, alla Cartier-Bresson

Attorno a noi si materializzerà coreografica nebbia d’epoca

e ovatterà emozioni forti come colpi di clacson

Poi berremo tanti aperitivi, ubriacandoci di noi

e nutrendoci di olive e parole

E tu mi trascinerai per mano ai giardini di Porta Venezia

a commemorare il nostro primo incontro, sul prato

quando guardavamo le coppie di fidanzati con incredulità e benevola invidia

e tu avevi un presagio di sorriso nello sguardo

Nel ventre del metrò le nostre vite si toccheranno sulla linea gialla

e non cambieranno colore se non per fondersi alla Stazione Centrale

E in un soffio di treno in partenza troveremo il coraggio di questo viaggio

che è una scommessa contro il tempo, la noia e Milano

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~ di aliceoltrelospecchio su novembre 4, 2012.

2 Risposte to “Sapessi com’è strano”

  1. qualche verso è poco ritmico (“…si materializzerà coreografica…”), ma mi piace l’atmosfera, questo trapianto coraggioso di parigi tra i navigli. ml

  2. come un nastro trasportatore emozionale, sarà che amo le passeggiate per la città…

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