Sogni, bisogni e presagi

Maledizione, è successo di nuovo. Ho sognato Luca. Bello, giovane e mio. Siamo sposati, e mi chiede consiglio su quale cravatta mettersi. Scelgo un assurdo papillon verde acqua a pois bianchi. Il trionfo dell’inverosimile è un annuncio maligno di sconfitta.

Luca non lo vedo da vent’anni. Non è più giovane, non è probabilmente neanche bello, di sicuro non è mai stato mio. Ha sposato la mia migliore amica. Ex-miglioreamica. E tutte le volte che la mia vita non va, ed è vicina al punto di rottura, io sogno Luca.

L’inconscio mi beffa, con immagini di assoluta improbabilità, come un Nostradamus onirico che annuncia sciagure. Ho sognato Luca anche quando mia madre ha fatto il suo primo TSO (aveva preso a martellate il muro della camera, a cercare le microspie). Ho sognato Luca prima del suicidio di mia sorella, naturalmente. E prima dell’udienza di separazione da Roberto. Anche prima dell’ictus mortale di mio padre. E ora: è comparso, con quella tenerezza e sollecitudine che nessuno ha mai avuto nei miei riguardi, a simulare una convenzionale calda vita normale, fatta di cravatte da scegliere, tappezzerie da rinnovare, auto da cambiare.A proposito, la mia Peugeot cade a pezzi. Fa un rumore da due cilindri spistonati, marmitta bucata e carrozzeria ammaccata. Ma finché va, va. Aspetto la morte definitiva, senza rassegnazione, con quell’assurdo fatalismo insegnatomi da anni di sopportazione dell’intollerabile.

A casa la mancata manutenzione delle cose urla che è ora di aggiustare tutto, o di cambiare tutto: i fornelli hanno  solo due fuochi funzionanti, la lavastoviglie è rotta, gli armadietti della cucina e la scarpiera pure. Ho scoperto che Andrea girava da due settimane con le scarpe disintegrate. Il senso di colpa più grande è per la trasmissione darwiniana dell’incuria e della pigrizia. Mio figlio mostra già preoccupanti sintomi di ingegno sprecato; lo vedo ciondolare senza energia di speranze o incazzature, né indignato né deluso. Forse anche lui aspetta una rivelazione dal disastro, un terremoto da cui attingere macerie.

Mi torna ancora in mente il Luca di stanotte, con quel vestito da cerimonia spezzato dal papillon da clown. Cosa potrà succedermi domani? Un’altra morte, magari la mia? Una rivoluzione? Le cavallette? Le termiti? 

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~ di aliceoltrelospecchio su dicembre 10, 2011.

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