NON TI VOGLIO !

Ti sei insinuato in una crepa della mia volontà. Hai approfittato di una subdola smagliatura della mia coscienza, intrufolandoti in un sotterraneo desiderio di creatività e rivoluzione.

Sei foriero di cambiamenti al solo evocarti. E già mi gonfi il ventre, mi tendi il seno, mi allarghi la vita.

Non ti voglio. N O N   T I     V O G L I O  !

A lui l’ho detto tante volte, che non ti voglio. Lui dice di desiderarti, invece. E’ un’affermazione che non gli costa nulla. Una promessa di marinaio suggellata da una goccia di sperma. Perché questo gli costa, il volerti : una goccia di desiderio soddisfatto. In un attimo lungo come un orgasmo.

Nessun pericolo per la sua routine tranquilla. Nessuna minaccia per il suo lavoro. Nessuna limitazione della sua libertà (di muoversi, di decidere, di desiderare senza conseguenze).Nessuno sconvolgimento ormonale. Nessun gonfiore. Nessun mutamento visibile come una stria rubra sul suo addome.

Solo un’idea che si concretizza, al di là della sua volubilità. Lui può dimettersi dalla funzione di padre, semplicemente negando di averla mai assunta.

Io no.  E io non ti voglio! Non voglio parassiti dentro di me. Rivendico per me sola le mie emozioni e il mio nutrimento. Voglio tutto per me. E non voglio crescere. So che tu mi obbligheresti a farlo, e cosa ne avrei in cambio? La tua dipendenza. La tua dipendenza in cambio della mia libertà. Non è un baratto equo. E tu puoi capire ch’io lo rifiuti. E tu lo comprendi, perché sei già parte di me e il mio rifiuto è nel sangue, come un rigetto di un trapianto incompatibile.

Sei un corpo estraneo, che si è insediato sull’onda di un desiderio senza nome. Anzi, un nome ce l’aveva , il mio desiderio. Ma non era il tuo. E neppure quello di tuo padre. Era Andrea, quel nome, che invocavo facendo l’amore in notti senza stelle, cercando conforto nella luna.  E alla luna avrei chiesto il regalo di una maternità naturale.

Da Andrea l’avrei voluto un figlio, una copia tangibile del mio amore e delle sue fattezze incrociate alle mie. Ma lui, crudelmente, un figlio da me non lo voleva. E non voleva me, che reclamavo in quel modo il suo possesso. Quando ho cominciato a parlare di bimbi, di futuro, di progetti, Andrea mi ha lasciato. Spegnendo la mia voglia di avvenire. Uccidendo i miei sogni e il mio amore. Lasciandomi alla mia vita senza luce e senza entusiasmo, e alla prevedibilità di tuo padre.

Lasciata da Andrea, non ho avuto il coraggio della solitudine. Mi sono abbandonata a quella noia tranquilla, a quell’atarassia così rassicurante. Assenza di amore e di dolore. Ma non era ancora assenza totale di desideri. E in una notte di luna, tu hai trovato quella crepa nella mia volontà, e ti sei insinuato dentro di me.

Hai attecchito come un germe resistente e  prolifico, e hai iniziato a crescere, incurante di me e del mio utero ostile.

Non ti voglio. Mi senti? Non ti voglio. Mi indebolisci. Mi succhi energia. Mi alteri le percezioni, dilatandole in modo parossistico. Mi rubi pezzi di corpo, e brandelli di anima. Non ti voglio, sangue del mio sangue.

Abbandonami, in un flusso mestruale intempestivo ma  opportuno. Farò ogni cosa per liberarmi di te in modo spontaneo e naturale. Scoperò a più non posso, anche con tuo padre (mi piace l’idea di punirlo negandogli l’amore con il sesso). Andrò a cavallo, lanciando il mio baio in folli galoppate a briglia sciolta. Mi muoverò, ballerò, salterò come non ho mai fatto, io che sono un’icona della pigrizia soddisfatta e inerte….

Mi fa male averti dentro. Sento già un dolore in quel posto dove alberga il tuo essere ancora imperfetto. E’ un dolore localizzato ma diffuso, irradiato come l’orgasmo da cui hai preso vita. Lo sento contrarsi come uno spasmo, e dar luogo ad onde d’urto sempre più irruente e inarrestabili. Sangue del mio sangue, stai colando fra le mie cosce. Mi hai sentito, nella fibra delle tue poche cellule già consapevoli.

Ti avevo detto che non ti volevo. Ma non era vero, bambino mio.

 

N.d.A. “preventiva” . Questo pezzo NON è autobiografico. E’ un mio vecchio brano un po’ ideologico, ma gli sono affezionata. Molti vi hanno sentito echi della Fallaci, e questo mi dispiace (tra l’altro, per un’istintiva e datata antipatia, la Fallaci non l’ho mai letta).

Io non ho mai abortito, per fortuna. Ma ho voluto rappresentare l’ambivalenza di una scelta mai facile e personalissima.

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~ di aliceoltrelospecchio su dicembre 10, 2011.

Una Risposta to “NON TI VOGLIO !”

  1. Ho apprezzato molto questo tuo pezzo.
    Ben contenta che non sia autobiografico.
    Ti assicuro che non mi ricordi quell’odiosa figura della Fallaci che, solo perchè è morta non si potrebbe parlarne male. Neanch’io l’ho mai letta, proprio per la grande antipatia del personaggio borioso e presupponente. Quando ce vò, ce vò.
    Un pezzo bellissimo il tuo che grida e grida forte. Brava.
    Gianluisa

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