Lettera dall’insonnia (novembre 2006)

notteTutto bene, sì. Soffro solo d’insonnia: non so se sia la vecchiaia o i rimorsi.
Cammino barcollando, come i sopravvissuti , e mi appoggio ai muri.
Ho visto un film meraviglioso, letto un libro illuminante. Ma che te lo dico a fare? Lo sai già.
Vorrei tanto litigare con te dal vivo, ma non si può. Così mi limito ad insultarti da lontano, sapendo che lì le mie parole velenose non ti fanno male, finalmente.
Sai, qui i verdi pascoli del Cielo ce li figuriamo come un luogo di atarassia, di non-passione. Una specie d’inferno, insomma.
Non è inferno la lotta, quaggiù, il quotidiano graffiare i muri delle nostre prigioni, il respiro oppresso nel petto.
Ho visto una mamma con quattro figli malati ridere, e la sua gioia era vera, le splendeva negli occhi.
I figli sono una buona ragione, per morire o per vivere, e tu lo sai.
Per Diego a volte mi coglie una vertigine d’impotenza, quando più acuta è la coscienza di non riuscire a dominare gli eventi.
Ma ho avuto fortuna, perché è allegro e forte.
Non sa disegnare: ha preso da me. Come gli occhi belli, le orecchie a sventola, i piccoli nei disseminati sulla schiena.
Non prega più, la sera, e mi dispiace. Ma continua a guardare le stelle, e sogna di vivere in un osservatorio astronomico, quando avrò vinto la lotteria o pubblicheranno il mio libro.
Sai, crede ch’io sia come l’autrice di Harry Potter, la Rowling, solo perché scrivo, sono separata ed oggi vivo in miseria. Come vedi sogniamo in grande.
Io i miei sogni li ho affidati a lui, ormai, ché per me non ne ho più. Sarà lui a perdere energie per amare, perché è facile che lo ricambino. Ora c’è una certa Giorgia: le scrive poesie e non le firma (anche in questo mi somiglia, poveretto).
Invece io ho chiuso con gli uomini, lo sai. Mi è rimasto un po’ il cruccio di non aver saputo farmi amare, e la curiosità di sapere cosa non va .
Forse è vero che c’è solo una mia metà in giro per il mondo, ma temo di averla già incontrata e perduta. Sarà per la prossima vita, e anche noi ci incontreremo di nuovo, ne sono sicura. Ci riconosceremo subito: sarà in un luogo già visto e amato (un’isola greca?) o mangiando un cibo dal sapore antico. Sarà una lite furiosa o un abbraccio colmo di tenerezza. Sarà un dado tirato in sorte dalla vita. A presto.
D.
Annunci

~ di aliceoltrelospecchio su dicembre 10, 2011.

3 Risposte to “Lettera dall’insonnia (novembre 2006)”

  1. Brava, brava, brava, brava!!! ma non farmi piangere. Io non piango quasi mai. Mi vergogno.
    Commovente questo tuo pezzo.
    Un abbraccio
    Gianlù

  2. Mi hai ricordato una canzone di Tenco, a proposito di  quel possibile ritrovarsi un giorno, magari in un’altra vita… non ricordo il titolo, se vuoi lo cerco.
    Il tuo testo: sa troppo di resa, non ci credo:-> Ciao.

  3. Sono tornata a rileggerti, dopo un pò di tempo…

    ti leggevo su scrivi.com e quando posso passo da qui per ritrovarTi…

    e il pezzo che ho appena letto…lo terrò tra i miei preferiti.

    Sei sempre molto brava …

    Ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: