I have a dream

 

Attraverso piccoli paesi  tappezzati da faccioni da pirla grandi come lenzuoli, alla TV Vespa e Berlusca e Bondi ovunque, alla radio viagliimmigratichecirubanoillavoro.

Provo una crescente sensazione di nausea e straniamento, come se fossi catapultata da un inconscio particolarmente maligno  in un sogno – meglio dire incubo- dove gli eventi mi colpiscono senza possibilità di appello. L’Italia di Berlusconi mi pare perfino peggio di quella mussoliniana, fatta com’è di donneveline, giornalistiuntuossequiosi, avvocaticorrotti, oceanico consenso mediatico e ignorante. Sembra che lotte operaie e femministe non siano mai esistite, che tutti abbiano un’emianopsia per il lato sinistro, che la carne e il sangue contino meno del silicone e della TV.

Il fatto è che il totalitarismo orwelliano è così completo che non ti ricordi nemmeno più che ci può essere un mondo migliore, dove la politica è coniugata con la passione ed è al servizio dei cittadini, i processi celebrano la giustizia,  la scuola istruisce senza indottrinare,  la dignità delle persone non è mai calpestata.

Poi penso a quegli stronzi degli americani, che non mi stanno simpaticissimi. Però avevano Bush e ora hanno Obama. Si può fare…

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~ di aliceoltrelospecchio su dicembre 10, 2011.

8 Risposte to “I have a dream”

  1. il consenso oceanico, dici bene..anche in tempo di crisi, di precarietà e di incertezza totale sul futuro, non c’è nulla che schioda…
    ma si può fare, si
    🙂

  2. io invece non credo (che si possa fare). bisognerebbe che prima gli italiani conseguissero un minmio di educazione civica e perché ciò accada, il tempo minimo è quello di una generazione. ma chi mai potrà insegnare ai nostri figli il senso dello stato? noi genitori della vecchia generazione che non ce l’abbiamo??
    🙂
    bah. per il peggio c’è sempre posto…

  3. Sì, si potrebbe fare, ma io sono pessimista: più passa il tempo più penso che siamo un popolo di stronzi.
    mboz

  4. …Abito in una zona in cui domina la logica leghista, non solo politicamente. Capita che si possa essere minoranza persino nel sognare…

  5. Caspita, Diana, avevo scritto un appassionato commento su questo punto: “La scuola di un paese libero istruisce senza indottrinare”. Beh, è andato perso, pare.

  6. Si può fare? Forse ma finchè prevarranno le logiche odierne la vedo dura.

  7. E’ un paese in purtrescenza avanzata…

  8. E’ sconsolante doversi attaccarsi a un sogno ma spero di svegliarmi un giorno e scoprire che Silvio non c’è più e che il mondo è nuovamente cambiato.
    Un saluto.

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