Gli errori rimediabili

in versione lavorativa“Dottoressa!” Sono al supermercato, e trascino stancamente il carrello assorta nei miei pensieri. Il richiamo non mi riscuote. Quando sono senza camice, cesso di essere un medico. Cercate di non star male nei miei paraggi, fuori dall’ospedale, perché io non vi soccorro a meno che non siate in punto di morte e non ci sia proprio nessun altro collega nei pressi.

“Dottoressa!Dottoressa Meraviglia!” Ahia. Questo mi conosce. Che vorrà da me? Chissà cosa ho combinato. Imprimo un’improvvisa accelerazione al carrello, inseguita dalla mia bruciante coda di paglia.

Nessuno di noi camici bianchi convive serenamente coi suoi errori.

Il fatto è che se sbaglia un mio amico bancario non tornano i conti, mentre se sbaglio io qualcuno muore, o sta molto male.

“ Dottoressa Meraviglia!” Mi tende le braccia, e la sua espressione è decisamente amichevole. Ma chi diavolo è?

“ Dottoressa, sono il Signor Fraschini. Si ricorda di me?”.

Ecco, ora ricordo. Il Signor Fraschini ha rischiato di rientrare a pieno titolo nell’albo dei miei errori irrimediabili.

Della sua faccia mi rammento a malapena, e questo non depone a mio favore. Nel  mio mestiere bisognerebbe guardarle tutte con attenzione, le facce, e scolpirsene i particolari nella mente. Il mio professore di semeiotica medica diceva che metà diagnosi si fa raccogliendo l’anamnesi e l’altra metà guardando la faccia dei pazienti.

Ma quando è arrivato il Signor Fraschini in Pronto Soccorso, io ero probabilmente stanca, o forse solo svogliata, e la faccia non gliel’ho guardata tanto bene. Insomma, oggi, che è passato un po’ di tempo, non me la ricordavo affatto. Lui però si ricorda di me: mi sorride apertamente e accenna perfino un abbraccio che non riesco a schivare. Siamo in un luogo pubblico, io sono senza camice e ho un sessantenne appeso al collo. Un imbarazzo piacevole, che scaccia le nuvole della  mia coscienza sporca.

Il Signor Fraschini è arrivato in PS una notte con un gran mal di testa. L’obiettività era negativa (ma perché poi si chiama “obiettivo” un esame che risente pesantemente della soggettività dell’esaminatore?). Comunque, l’esaminatore, nella fattispecie, ero io; svogliatamente l’avevo visitato, provato i riflessi, la pressione, la mobilità nucale, le solite cose. E sembrava tutto a posto, tutto nella norma. Gli stavo già preparando il foglio di dimissione, dominata dal desiderio di tornare a sonnecchiare nello stanzino del medico di guardia, quando improvvisamente mi è caduto lo sguardo sulle sue mani.  Ecco, le mani del Sig. Fraschini me le ricordo bene. Erano mani ruvide , piene di tagli e callosità. Mani di lavoratore. Mi è venuta in mente una poesia che avevo studiato alle elementari. Il titolo era “Le mani dell’operaio”, e grondava una certa retorica populista. Ricordo che chiudeva così , descrivendo le mani “nere, stanche e pesanti”: “così sono le mani dei santi.” Il Sig. Fraschini aveva, appunto, mani di santo, o di operaio. Fatto sta che ho pensato che uno con mani così non è certo uno che si lamenta per un nonnulla. Uno così doveva soffrire davvero molto, per andare nel cuor della notte in PS. Allora, contro le procedure (obiettività ed esami di routine negativi, dimettere), gli ho fatto fare una TAC. C’era un’emorragia cerebrale in corso: salvato in extremis!

Guardo il mio omicidiocolposomancatoperunpelo e sorrido anch’io, al Sig. Fraschini. E chi se la scorda più la sua faccia?

 

Annunci

~ di aliceoltrelospecchio su dicembre 10, 2011.

5 Risposte to “Gli errori rimediabili”

  1. Oltre la medicina bisognerebbe fare anche un corso di indovino, vi capisco. ma ti dirò una cosa, oggi come oggi chi fa la professione medica secondo me non ha la giusta passione, perchè molti medici di mia conoscenza pensano solo al prox week end, alla barca, all’amante, al SUV ultimo tipo ecc… ecco un campionario che spopola alla grande, un laureato in medicina mi ha confessato che Lui e molti suoi colleghi pensano solo quale è il metodo più veloce per fare soldi… spero che non sia così anche per TE.
    Coraggio e pazienza ci vuole con i pazienti, alleviare il dolore è una missione, non un lavoro.
    Tanto di cappello x coloro che ci mettono la passione e ce ne sono molti lo so.
    Edo

  2. In tanta malasanità, finalmente una eprsona che ha “pensato” prima di agire!
    Brava Doc!

  3. io un po’ mi commuovo, a lggere cose così.
    🙂

  4. Ti rileggo volentieri.
    Sei proprio una bella persona.
    Riguardo alle foglie e all’inizio di America Beauty, me lo ricordo benissimo e ti ringrazio del pensiero.

    Ciao
    Gianlù

  5. ovvero: di come le mani ce la raccontano più lunga di una faccia! E possiamo dire che il paziente, in questo caso, si è salvato con (o per) le sue stesse mani;-)
    brava!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: