Fra le pareti virtuali di una canadese (1)

 

Sulla spiaggia incedeva tutti i giorni, in un defilé autopromozionale, una coppia di ragazzi: uno alto e atletico, l’altro piccolo e grasso.

Io e Sandra, sdraiate vicine in contemplazione del mare e dei passanti, eravamo le naturali destinatarie della loro  quotidiana esibizione.

Dopo due o tre passaggi sulla battigia, i due ci si avvicinarono e attaccarono bottone.

Erano due amici – del resto la loro palese diversità non ci aveva fatto sospettare alcuna relazione di parentela- e venivano da uno sconosciuto paesino toscano in provincia di Lucca.

La loro origine proletaria (uno faceva l’idraulico, l’altro l’elettricista) venne subito tradita dalle mani callose e da una crassa ignoranza, emersa ai primi convenevoli e appena ingentilita dall’accento toscano che coloriva la loro parlata.

Il ragazzo alto, tuttavia, era- anche da vicino- talmente bello da farmi sorvolare intimamente su qualunque deficit intellettuale o d’altra natura potesse eventualmente disvelare.

Si chiamava Sauro, e apparve presto chiaro che era deliziosamente impulsivo e totalmente privo di freni inibitori: ciò valse ad accrescere il suo fascino selvatico e a procurargli il soprannome di Cavallo Pazzo, familiarmente “Crazy”.

Dell’amico grassottello non ricordo già più il nome; io e Sandra decidemmo all’unisono di considerarlo una vera e propria palla al piede e di neutralizzarne prontamente approcci e avvicinamenti.

Era evidente che i due amici dovevano aver concordato una strategia spartitoria (“tu ti becchi la sorella giovane, io quella più grande”), ma per qualche ora non fu chiaro a chi di noi due fosse destinato l’insopportabile ciccione.

Dopo una fulminea e furtiva consultazione fra sorelle, appurato che Sandra era più intimorita che attratta dall’eccessiva esuberanza di Crazy, le manovre di corteggiamento dirottarono rapidamente me e Sauro a completare i preliminari sotto la nostra tenda, mentre Sandra seminava astutamente l’amico indesiderato adducendo impegni degni di una top manager in piena attività lavorativa.

Sotto la canadese Sauro si dimostrò all’altezza delle aspettative erotiche più ardite, facendomi raggiungere plurimi, ignorantissimi e rumorosissimi orgasmi. Dei quali ebbi in seguito a vergognarmi profondamente, quando Sandra, ripreso possesso del posto in tenda dopo l’infuocata sex session, mi informò che le mie intemperanze sonore avevano trafitto le esili virtuali pareti della canadese, turbando le orecchie dei campeggiatori vicini e degli occasionali passanti…

Lo stralcio estivo e vacanziero vintage è una reazione inconsulta al freddo maligno milanese di questi giorni.

Annunci

~ di aliceoltrelospecchio su dicembre 10, 2011.

Una Risposta to “Fra le pareti virtuali di una canadese (1)”

  1. Troppa simpatica sei!!!
    E oltretutto scrivi molto bene. Sempre detto!

    Ciao. Gianlù

    P.S. Si il freddo è esagerato quest’inverno. Le tue “intemperanze” me l’hanno fatto dimenticare per un attimo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: