De senectute

moglie_suoceraSono invecchiata. D’un botto, senza preavviso, senza poter protestare.
Un giorno mi sono guardata allo specchio e non mi sono riconosciuta. Quel volto senza luce era il mio, mie le carni molli e abbandonate dalla piacevole consuetudine delle carezze, mio anche il non riconoscermi. L’attenzione da tempo non sa dove appuntarsi: il presente non urge, il futuro non sorride, il passato è da dimenticare. La memoria fluttua in un paese dove i ricordi dolorosi giocano a rimpiattino con quelli troppo belli per farsi trovare.
Ho una pazienza innaturale e sospetta, una tolleranza che dice della rinuncia imposta dalle mie debolezze ai desideri irrealizzabili.
Triste è il patteggiamento quotidiano con il regno delle possibilità; questo si restringe giorno per giorno, e sta diventando una riserva per indiani dove cerco di convincermi a piantar le tende.
Il tempo aggiunge rughe sul viso e divieti di accesso alle strade che non ho percorso a suo tempo, quando era normale scialacquare le scelte e insano cogliere le opportunità.
Oggi mi barcameno in questa lotta estenuante con la discrepanza fra pensiero ed azione, fra volere e potere. E ancora rimpiango l’amore che non c’è, il sorso d’acqua nel deserto delle passioni…
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~ di aliceoltrelospecchio su dicembre 10, 2011.

9 Risposte to “De senectute”

  1. mmm… spero sempre che personaggio e persona non coincidano (anche se non è bello discrepare).
    🙂
    vieppiù noto, e mi dà da pensare, l’ambito liquido del “fluttua” mnesico, accompaganto poi da “scialacquare” e “sorso d’acqua”.

  2. Non voglio essere monotono ma tu dentro che età ti senti?

  3. è struggente.

  4. così come d’un botto s’invecchia, si ringiovanisce, non del tutto!… o è che ci si scopre con meno rimpianti?

  5. E’ solo un periodo momentaneo. Parola di giovane esploratore!
    Fidati.
    Secondo me sei molto graziosa anche fuori e per quanto miope, da vicino ci vedo bene e, in ogni caso, sei molto interessante per centomila altri aspetti della tua personalità. Fossi un bell’uomo, tranquilla che ti “filerei”….
    Gianluisa

  6. Ciao cara, grazie per essermi passata a trovarmi. Ci sono altri savonesi noti, ma prometto che non te li dirò fino a quando non scoprirò di poterne utilizzare almeno uno (oltre a Fazio) per vantarcene con i foresti 🙂 Per il resto il tuo post colpisce nel segno, peccato che il mal comune non sia davvero mezzo gaudio. Come ne usciamo? Io vorrei poter inseguire i sogni che ho lascaito da parte, a settembre mi iscriverò di nuovo all’università per finirla. Tira fuori almeno un sogno dal cassetto e conquistalo! Torna presto a trovarmi! Un abbraccio

  7. Mi sono riletta. Più che vecchia, mi sa che sono un po’ depressa…

  8. Anche io rimpiango l’amore che non riesco a trovare…

  9. Anch’io propendo per il depressa, e poi non è mai troppo tardi, anche perchè credo ti interessi una persona capace di guardare al contenuto oltre che alla confezione. Peraltro la confezione si può migliorare (non certo con la chiururgia però).

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