Come in un film americano

pretty_woman_026Ciò che avevo tanto paventato, alla fine, successe. Ormai non mi aspettavo più di incappare in quell’incontro tanto temuto, anche se l’ombra di Luca si stagliava ancora nitidamente nei miei pensieri e nei miei sentimenti più sotterranei. La sua nuca, centrale in sesta fila. L’avrei riconosciuta fra mille. I suoi capelli folti di ragazzo, appena un poco più striati di bianco. Gli anni passavano anche per lui, ma non offendevano la sua bellezza. La sua testa era accostata a quella di una bionda dalla chioma vaporosa: due corolle piegate sugli steli sottili dell’intenzione amorosa. Il film non era di quelli che avrei attribuito alla cinefilia di Luca, e neanche alla mia: era una commedia americana sentimentale, di quelle che uno sceglie per pigra necessità di forzato ottimismo (il mio movente) o per affettuosa condiscendenza  verso qualche analfabeta cinematografico (quello di Luca, ahimé). La bionda gli mormorava all’orecchio intime confidenze con irritante familiarità e lui la lasciava fare, senza zittirla. Ai miei tempi, mi avrebbe pesantemente redarguito per averlo distolto per un attimo dalla cruciale visione del film.

“Alice, che succede?” Franco, affondato nella poltrona accanto alla mia, scrutò il mio profilo sbriciolato dalla tensione e dal rinnovato dolore. Era un medico, Franco, e aveva l’occhio clinico, accidenti a lui.

 

“Nulla”. Minimizzai, ma avevo dentro l’inferno. Gli erano sempre piaciute le bionde, in fondo l’avevo sempre saputo. Io sono mora, con gelosia e umoralità mediterranee. Non avrebbe mai potuto funzionare. Invece quella era perfetta per lui, ed aveva sufficiente ascendente da fargli vedere un film di cassetta, di regia e produzione yankee, per giunta.

“Ti sei pentita di aver scelto un’americanata.” Franco, al mio fianco, era intento nella diagnosi differenziale: mestruazioni, stress da lavoro, litigio in famiglia…

“Sì” dissi di slancio, e poi “no”, negai l’evidenza. “No, avevo proprio bisogno di una cazzata come questa per rilassarmi un po’” ammisi una mezza confessione.

Ad un certo punto Luca dovette sentire come una fitta alla schiena il mio sguardo puntato su di lui, e si voltò. Ebbe un piccolo trasalimento e mi fece un cenno di saluto, con fastidiosa cordialità.

“Chi è quello?”. Franco indagò sospettoso. Non so se fossi suggestionata dalla tensione del momento, ma mi parve di cogliere una sfumatura di gelosia nella sua voce.

“E’ Luca” l’ammissione mi uscì  in un soffio.

Quel Luca?”

“ Già… quel Luca”. Gliene avevo parlato, a Franco, dei miei trascorsi tormentati amori. Anche per giustificare una certa attuale tepidezza affettiva, una sensata riluttanza a nuove relazioni sentimentali; con Franco, colpevole di analoga moderatezza emotiva, potevo permettermi un riposante rapporto cameratesco.

Era un vero amico, Franco: premuroso, gentile, affidabile. Non c’era bisogno di scendere troppo nei dettagli, con lui: capiva ciò che c’era da capire, faceva le cose giuste da fare.

Ora, per esempio, nella penombra del cinema, mentre il caramelloso film americano si apriva sui titoli di testa, Franco ebbe una perfetta intuizione di un mio desiderio, ancor prima che gli avessi dato la forma di un pensiero.

“Se ti può servire, mi posso fingere il tuo fidanzato”, mi sussurrò all’orecchio, con confidenza paragonabile a quella ostentata dalla bionda con Luca.

“Davvero faresti questo per me?” Lo baciai con autentico slancio, riconoscente. L’idea che Luca potesse considerarmi ancora in lutto per il suo abbandono mi appariva intollerabile.

Non seguii minimamente l’evoluzione della vicenda  che si dipanava sullo schermo; ero troppo intenta a rivedere il film della mia storia con Luca, a fermarne i fotogrammi più significativi, torturandomi con la loro dolcezza. Franco, in un eccesso di zelo d’attore, mi aveva afferrato la mano sul bracciolo. La sua stretta mi era di conforto; aveva mani grandi e piacevoli, e il suo tocco esperto di medico era preciso ma carezzevole.

Il lieto fine del film sullo schermo arrivò presto a distogliermi bruscamente dall’epilogo, meno felice,  dell’altro spettacolo che avevo riguardato nella mia testa. Ancora non riuscivo a rassegnarmi alla regia di Luca.

Mi affrettai verso l’uscita nella speranza di evitare saluti e convenevoli insopportabili. E invece gli finii praticamente addosso, spinta dalla calca di spettatori.

Rise, l’impunito, e mi canzonò: “Ciao Alice. Come mai un film come questo? Non ti si addice. Mi aspettavo da te almeno un Wim Wenders, o l’ultimo di Kielowski”

“Avrei detto la stessa cosa di te”, obiettai tagliente, lanciando un’occhiata obliqua alla bionda, intenta a frugare nella borsa alla ricerca di un accendino. Pure fumatrice: benissimo!

“Avevamo bisogno di dolcezza. Siamo dei sentimentaloni, noi.” Franco mi attirò a sé in un abbraccio da perfetto innamorato, stampandomi un inatteso bacio in bocca a beneficio degli astanti. Le sue labbra sapevano  di buono.

“Oh, anche noi adoriamo i film d’amore”miagolò la bionda, appendendosi al  braccio di Luca e sottolineando il “noi” con aria possessiva. Odio quelli che “adorano”; la bionda, poi, l’avrei odiata comunque. Disgustosa!

Chissà perché, Luca mi parve imbarazzato. Allungò la mano verso Franco, presentandosi. “Sono Luca, un vecchio amico di Alice. Lei è Eleonora” accennò- senza definirla- alla gatta in calore che gli si strusciava addosso senza ritegno.

Franco fu ancora una volta all’altezza della situazione: fu rapido ed efficiente. “Piacere, Franco.” E a me :“Amore, se non ci sbrighiamo perdiamo l’ultimo metrò.” Salutò e mi trascinò affettuosamente lontano dai piccioncini, prendendomi per mano. Sembrava quasi averci preso gusto, in quella improvvisata simulazione di fidanzamento.

A casa, quella notte, mi rigirai a lungo nel letto, senza prendere sonno. Mi perseguitava il ricordo del bacio di Franco, delle sue mani calde e forti. Ero stufa di film tedeschi o della nouvelle vague. A volte non sono affatto male, i film americani.

 

 

  

Annunci

~ di aliceoltrelospecchio su dicembre 10, 2011.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: