Avrebbe potuto innamorarsi di lei

Erano tutte schierate in fila , in malinconica parata. Lui le passava in rassegna tutte le mattine, andando al lavoro in moto.
Da lontano sembravano tutte uguali, gambe lunghe e culi sodi senza nome, esposti in stracci esigui e colorati, in qualunque stagione, con la sola fragile difesa di improvvisati fuochi o ripari indecenti fra le sterpaglie che costeggiavano la statale.
Una volta era capitato da quelle parti di domenica, ed erano tutte là ugualmente, con la loro carne chiarissima o scurissima in vendita al miglior offerente.
C’era anche lei, che ogni mattina gli soffiava un bacio fra le dita, come un augurio di buona fortuna: “Ciao, amore.”
Lui rispondeva “Ciao, occhi belli” , e il saluto che le rinviava , toccandosi il berretto e rallentando in suo onore, gli sembrava davvero un misero omaggio alla sua grazia.
Però non aveva cuore di chiamarla “amore”, ché lui un amore l’aveva già da anni, e anche lei aveva occhi belli, ma non tristi.
Con la Carlina erano cresciuti insieme imparando l’amore vero, quello che prima infiamma il petto ed i pensieri, e rammollisce le gambe, e poi finisce col tatuarsi indelebilmente sul cuore, come una dolce ed incancellabile abitudine.
Carlina era ancora la sua ragazza dagli occhi ridenti; passeggiava con lei tenendola per mano e la notte lei lo teneva stretto, incurante del suo russare. Ma Carlina non riusciva più ad aprirgli l’ingresso ai suoi più intimi recessi, inariditi da una malattia crudele che nessuna crema e nessun bacio riusciva più a lenire. Un tumore all’ovaio le aveva bruciato per sempre il sesso e la voglia di accogliere il suo uomo dentro di sé  come un tempo.
A lui un po’ mancava, la Carlina appassionata ch’era stata,  e quel rimpianto finì col mettergli sulle labbra domande inopportune che poi avrebbe voluto rimangiarsi.
“Amore, ma se andassi con una delle donnine di strada tu te la prenderesti? Non sarebbe mica tradirti, vero?” Lo disse e si pentì immediatamente, perché aveva pensato a Occhibelli, e ai suoi baci inviati in punta di dita.
Carlina invece rise e gli rispose : “Ricordati di non fare del male a nessuno, soprattutto a te stesso.”
Così lui si era tenuto quel pensiero blasfemo e malandrino come un peccato non consumato, che cullava ogni mattina nel suo lustrarsi gli occhi alla vista delle belle femmine sul ciglio della strada. Guardare non era vietato, e salutare era cortesia.
Un giorno Occhibelli gli agitò davanti le braccia, sporgendosi di più sulla strada. “Amore , amore, fermati, ti prego.”
Lui obbedì, docile. “ Hai bisogno di aiuto?”.
“Mi dai un passaggio in stazione? Per favore.” Non ebbe il tempo di farle un segno di assenso e lei “aspetta”, disse, e sparì dietro un capanno di legno per pochi minuti. Ne uscì completamente struccata e ripulita, ed era solo una ragazza molto giovane, molto carina e persino fine. I grandi occhi malinconici risaltavano ancora di più , nel  viso spruzzato di efelidi. Era di una bellezza fresca e commovente, appena celata da un’insospettabile pudicizia che le faceva tenere le spalle curve e le gambe velate da collant scuri e un po’ spessi. Sembrava quasi un’educanda. Tentò di sedersi sulla moto per traverso, con le gambe raccolte di lato, per mantenere una postura composta e dabbene. Lui la rimbrottò, scorbutico oltre il dovuto. “No, Occhibelli. Devi sederti a cavalcioni , perché così ci sbilanciamo. “ Lottò un po’ per convincerla; lei sembrava non rassegnarsi alla gonna che le risaliva sulle cosce, indecente.
Poi lui l’accompagnò in stazione, come richiesto, e si emozionò un po’ al contatto delle braccia di lei che gli cingevano i fianchi. Quelle braccia allacciate alla vita gli ricordavano altri giovanili ardori.
Quando arrivarono lei gli diede un lieve bacio sulla guancia . Come un saluto a un parente, si disse lui, guardandola sparire fra la folla che animava la stazione. Avrebbe potuto innamorarsi di lei: il pensiero lo colpì come una rivelazione fulminea ed inattesa.
L’indomani, nel tornare al lavoro, cambiò strada. “La statale è troppo trafficata , a quest’ora.”
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~ di aliceoltrelospecchio su dicembre 10, 2011.

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