25 cose su di me

 Ho appena aperto questo blog. Spero di farne una cosa viva, animata. Ho un horror vacui che mi perseguita. Temo il monologo-vaniloquio senza interruzioni. Che qualcuno irrompa a dire la sua! Grazie. (Non sarà un forum di politica, è bene lo sappiate. Neppure un circolo dell’uncinetto, credo). Vi lascio qua un piccolo elenco che mi rappresenta, così vi fate un’idea…  

 

 

  1. Il difetto che non tollero… è l’intolleranza. Sono insofferente a qualsiasi forma di dogmatismo e considero l’incoerenza un diritto irrinunciabile.
  2. Diffido degli uomini sprovvisti di dubbi e di senso dell’umorismo ; l’assenza di autoironia abbatte l’indice di attrazione erotica di qualunque strafigo che si prenda troppo sul serio.
  3. Sono altrettanto sospettosa sul talento scopatorio degli uomini che non sanno ballare o cantare. Quelli che non amano baciare, poi, sono … irrecuperabili!
  4. Nelle relazioni amorose ho una carburazione diesel; sono una che viene fuori alla distanza, ma purtroppo non ho ancora incontrato un uomo – a parte il mio ex marito-che avesse la pazienza di superare le nove settimane e mezzo.
  5. Finora ho avuto uno, forse due grandi amori. Uno solo era corrisposto; per quello non ricambiato il sintomo del MIO innamoramento è stata un’irresistibile e intempestiva voglia di maternità. Diego  è contento di essere figlio unico, io non mi perdono di averlo lasciato senza il confronto e il conforto di un fratello.
  6. E’ passato molto, troppo tempo dall’ultima volta che ho ballato e fatto l’amore. Comincio a temere che non mi ricapiti più, ma penso che agitarmi per farlo succedere non possa che ridurre ulteriormente le chance .
  7. Nella vita ho verso il lavoro ed altre incombenze  lo stesso approccio che ho con lo sci: non me ne frega un cazzo dello stile, ma voglio scendere su  tutte le piste, anche le nere impossibili. Penso che  non ci sia il tempo per  essere perfezionisti; miro a saper fare tante cose, un po’ alla sperindio, piuttosto che coltivare un unico talento per farne benissimo una sola.
  8. Anche se vivo a Milano, non posso fare a meno troppo a lungo del mare. Faccio in modo di respirare aria iodata almeno un paio di volte all’anno. Nei momenti di crisi una passeggiata sulla spiaggia mi  rimette in sesto per mesi.
  9. Mio figlio Diego  è – senza ombra di dubbio- la cosa migliore che ho fatto nella vita.
  10. Nell’educazione di mio figlio l’unico criterio che perseguo- anche se so che è sbagliatissimo- è fare esattamente il contrario di ciò che i miei genitori hanno fatto con me.
  11. L’irresolutezza mi tormenta da sempre. Non so se la causa stia nella viltà, nella paura o in entrambe. Di fronte ad un bivio, non sapendo risolvermi ad andare a destra o sinistra, finisco regolarmente a schiantarmi dritta contro un muro.
  12. Senza alcuna falsa modestia, penso di avere delle potenzialità che sto ignobilmente sprecando. Qualche volta, per questo, mi sento calvinisticamente in colpa.
  13. Sono una potenziale tossicodipendente da manuale. Ho un’inclinazione inquietante per la smodatezza. E’ per questo che ho sempre cercato di non prendere vizi: non saprei smettere. L’unica volta che ho comprato un pacchetto di sigarette me lo sono fumato nel giro di un paio d’ore. Qualche volta- per lavoro- ho tenuto fiale di morfina nella borsa e qualche volta ho pensato seriamente di farmici una bella pera.
  14. Mi piace scrivere. Scrivo per noia, solitudine e curiosità. Scrivo per capire, per liberarmi, per guarire. Scrivo perché non so farne a meno. Nella scrittura- e solo in quella- credo di aver colto i pregi di entrambi i miei diversissimi genitori: l’ironia bruciante e la linearità di mio padre; la profondità e la capacità di introspezione di mia madre.
  15. Preferisco la stilografica alla tastiera. Per una questione estetica (più belli l’inchiostro blu e la grafia irregolare e mia) e per una questione ritmica (la scrittura a mano asseconda meglio il flusso dei miei pensieri). E  poi mi piace conservare tutto, soprattutto le cancellature. Word è senza memoria e non stimola alla prima stesura perfetta, senza errori.
  16. L’odore che più mi ricorda l’infanzia è il profumo delle michette  appena sfornate : un pane che anche a Milano non fanno più, perché troppo “caduco” e con fragranza deperibile.
  17. Sono un’ecologista che spesso trasgredisce colpevolmente: solo da poco addobbo abeti sintetici a Natale; mangio mosciame e adoro la corrida.
  18. Penso che morirò quando :a) non avrò più fame b) non avrò più voglia di giocare c)non avrò più curiosità.
  19. A detta di tutti sono una persona calma ed equilibrata. Invece, nei sentimenti, io mi conosco manichea e assolutista, una specie di “ninfomane emotiva”.
  20. Fra i miei difetti, credo di non annoverare l’invidia. Un po’ di sana presunzione mi ha sempre salvato da questo sgradevole sentimento.
  21. Recentemente ho cambiato idea sul coma e ho iniziato a nutrire dubbi sulla questione “Eluana”. Resto dell’idea che deve valere la volontà individuale, anche per l’eutanasia; quindi sono favorevole al testamento biologico. Tuttavia penso che uno dia- da sano- delle disposizioni che potrebbero cambiare, da malato. E poi ho visto brillare una luce negli occhi prima assenti di una mia paziente in coma, e questo mi ha dato da pensare.
  22. Vorrei lasciare un segno, un segno qualsiasi: un atto, o un pensiero, che cambi la vita di un’altra persona e allevi la mia sensazione d’inutilità. Forse è uno scopo che ho già raggiunto: ad un paio di persone ho salvato la vita (e loro l’hanno salvata a me).
  23. Penso che la libertà sia il necessario presupposto per l’arte e per la felicità. A questo proposito, io mi sento mediamente appagata.
  24. Penso che la vita sia piena di segnali da decifrare. L’opportunità di coglierli è spesso associata al dolore. Da tempo ho preferito a una cieca ottusità una dolente consapevolezza.
  25. Non credevo proprio che ce l’avrei fatta. Invece sì.

 

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~ di aliceoltrelospecchio su aprile 8, 2011.

4 Risposte to “25 cose su di me”

  1. Help! Qualcuno mi aiuti! Non riesco a fare le operazioni più semplici…

  2. O visite. Il deserto. Fallimento. Grido nel vuotoooooooo!

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