Giallo gelosia
“Non sarai mica gelosa”, mi hai detto, con una sfumatura di incredulità che mi ha parzialmente rassicurato. Parzialmente, già. Sento il veleno del dubbio insinuarsi subdolamente sotto la pelle, raggrinzendola in rughe d’inquietudine. Ecco, l’insicurezza mi rende già brutta. Comincerò a soppesare gli sguardi, in intensità e desiderio, su di me e sulle passanti. E stai attento anche alla voce, sai. Non ti è concesso avere quel tono carezzevole nemmeno col tuo gatto, che è femmina e compete con me per quel posto sul letto, acciambellata ad aspettare carezze.
Oh, la gelosia è gialla, come rose che non si donano per contabilità gretta dell’amore: tu mi regali spine d’incertezza e io calcolo il numero di petali offerti, e sfiorisco.
No, no, no. Temo le mie attese più delle tue disattenzioni.
Mi rivoglio come prima, subito : inconsapevole e tranquilla, con gli zigomi sereni, il passo morbido e i fianchi lisci, esposti senza apprensione.
Mi desidero Eva, la sola in un Eden che è paradiso perché sono perfetta : non ci sono donne cui confrontarmi e di cui spiare livida, nell’ombra, la conclamata superiorità.
E non ridere perché mi vergogno della mia meschina paura. Non ti offrirò lo spettacolo dei miei rovelli ossessivi, né la prigionia delle mie infantili richieste di possesso.
Sarò bravissima a confonderti con baci sfrontati e a suggerti il miele dell’ammirazione con la simulazione della perfetta, stolida sicurezza

Attuale o di qualche tempo fa?In ogni caso una lettura scorrevole e "firmata" dal tuo stile.La gelosia affonda le sue radici nel lontano passato e cresce con noi ma, d'altra parte, come dice Cameron, 'chi è orfano del passato, è senza futuro'.Ciao e a prestoGianlù